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Guarisce un cittadino a Cossoine, nuovi casi a Osilo e Castelsardo


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Paese

Dati Generali
Il paese di Alà Dei Sardi
Alà dei Sardi è un Comune della nuova provincia di Olbia-Tempio. È un tipico centro agropastorale, posto a 664 metri sul livello del mare, ai piedi dei Monti di Alà. Conta una popolazione di 1949 abitanti. Fa parte della VI Comunità Montana "Monte Acuto". Il nome del paese, molto probabilmente di origine paleosarda, era Alà . La definizione "dei Sardi" pare sia stata aggiunta per la necessità di distinguere il Comune da altri due paesi: Ala in provincia di Trento e Ala di Stura in provincia di Torino. L'abitato di Alà dei Sardi si è sviluppato intorno a un nucleo sei-settecentesco in un'area pianeggiante al centro di un territorio collinare ricco di boschi di lecci, querce da sughero, roverella, ginepro e corbezzolo. Il centro storico di Alà ha conservato praticamente intatto il suo aspetto originario. Sui vicoli stretti e contorti si affacciano le case tipiche del paese, edifici a forma di parallelepipedo, a due o tre piani, in blocchetti di granito a vista, in prevalenza unifamiliari con una forma a torre.
Il territorio di Alà Dei Sardi
Altitudine: 138/1077 m
Superficie: 188,6 Kmq
Popolazione: 1949
Maschi: 1004 ; Femmine: 945
Numero di Famiglie: 721
Densità abitanti: 10,33 per Kmq
Farmacia: via Cagliari, 9 - tel. 079 723075
Guardia medica: via San Francesco, 1 – tel. 079 723274
Carabinieri: via roma , 51 - tel. 079 723002
Polizia municipale: via Roma, 74 - tel. 079 7239012

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Storia

ALÀ [Alà dei Sardi], villaggio della Sardegna nella provincia di Ozièri, distretto di Buddusò, comprendevasi nell’antico dipartimento di Montacuto Superiore del giudicato di Logudoro. È situato a piè del monte Lerno in una bella positura, onde il terreno alla parte di levante e di mezzogiorno s’avvalla in ampia pianura. L’abitato stendesi da 250 passi da levante a ponente, e 125 da tramontana a mezzogiorno. Componesi da 263 case: non vi fiorisce alcun’arte meccanica, e la sola manifattura è quella delle tele e del panno forese. Il clima è freddo per esser la regione in una considerevole altezza; quindi vi nevica assai. Vi dominano i venti di ponente e di levante, e l’aria non vi è insalubre. Vi ha un consiglio di comunità, una giunta locale sul monte di Soccorso, ed una scuola normale frequentata da dodici fanciulli. Comprendesi questo popolo nella diocesi di Bisarchio o di Ozièri. La chiesa parrocchiale è dedicata alla Vergine nella commemorazione della sua natività. È di semplice architettura, e fu fabbricata nel 1619. Il parroco, che la governa, ha il titolo di rettore, ed è assistito da un altro sacerdote. Sonovi due chiese filiali, una appellata da S. Giovanni Battista, l’altra da S. Antonio di Padova, e alle loro feste vi è gran frequenza di gente dei villaggi limitrofi, e si dà lo spettacolo della corsa dei giumenti maneggiati da ragazzi, ai quali si distribuisce un piccolo premio. Annualmente i matrimoni giungono ad 8, le nascite a 35, le morti a 25. Il corso della vita chiudesi per l’ordinario all’anno 60. Si annoverano 160 famiglie, e 950 abitanti. Sono questi paesani più negletti nel vestire, e più rozzi dei loro circonvicini. In circostanze di allegrezza il solito divertimento è il ballo, cui dassi movimento col canto in cadenza; nei funerali usasi l’ottito. Sono eglino bene spesso soggetti alle infiammazioni del petto, dell’addomine, e del capo. Il cimitero è contiguo alla parrocchiale, e sta fuori del popolato.

Agricoltura. La superficie del territorio di Alà sarà di circa 50 miglia qu. È per la maggior parte montuoso e boschivo, e quindi più atto al pascolo, che al seminario: non ostante in molti siti, massime verso la parte meridionale, si semina grano ed orzo, il cui prodotto appena può essere sufficiente alla sussistenza degli abitanti; giacchè il seminamento del grano non avanza di molto i 125 star. cagl. (litr. 6150), e quel dell’orzo i 350 (litr. 17.220). Il grano rende ordinariamente il 6, l’orzo l’8 per uno. Il pane che mangia la maggior parte è di orzo. Vi sono poche vigne più per trascuraggine degli abitanti, che per difetto di terreno adatto. Per la opportunità dei molti ruscelli abbonderebbero i legumi, però manca l’industria. Gli altri oggetti di coltivazione non meritano essere considerati. Esistono in questo territorio 115 tanche, che occuperanno 17 miglia qu., non considerate le nude alpestri cime della anzidetta montagna di Lerno. In massima parte servono per pascolo del bestiame, e solo in alcune si fa qualche piccolo seminario.

Pastorizia. La maggior parte degli alaini sono occupati in questa, e molti di essi vivono negli stazi, o casali, principalmente quelli che hanno le cussorgie nella parte settentrionale del territorio presso alle terre di Monti. Le vacche, che in totale saranno 1500, i buoi domiti e i giovenchi destinati all’agricoltura o al macello restano nelle tanche per molti mesi dell’anno. Si nutrono innoltre nel restante territorio aperto più di 2000 pecore, 1500 porci, e circa 3000 capre. Prendonsi cura i pastori di coltivare gli alveari e ne hanno un gran numero, che forse passa i 4000, i quali per l’abbondante frutto formano una delle primarie risorse di questo paese. L’altro prodotto da cui hanno vantaggio, è il formaggio che fanno ottimo, e che vendono o in Terranòva, o ai viandanti. Vendono pure dei capi vivi, e per l’ordinario dei tori per l’agricoltura, i quali, avvegnachè siano i più piccoli dell’isola, sono nientedimeno ben complessionati e robusti. I medesimi invece di vender il corame con la lana e col pelo, lo conciano mettendolo a bagno in un fosso presso al corso dell’acqua mescolandovi scorza d’elce triturata. Molte sono le selve ghiandifere di questo territorio, e quando abbondano le ghiande ritraesi gran vantaggio dalla locazione di molte delle medesime a pastori esteri. I lecci e le quercie sono frammiste ai soveri, ed ai corbezzoli. Il selvaggiume è assai abbondante, principalmente i cervi, daini e montoni selvatici: meno numerosi sono i cinghiali, e lo sono anche meno le volpi, le lepri, e le martore. Vi abitano pure i più grossi uccelli di rapina, e quelle altre specie, che sono più ricercate dai cacciatori. La caccia è assai frequente, e lungo l’anno ne tirano i pastori e gli abitanti parte della sussistenza. Parecchie sono le eminenze, in cui sorge questo terreno; primeggia però fra le altre la detta dessos columbos. Le roccie sono tutte granitiche.

Acque. Le acque sorgono da varie parti e copiosamente: ma devesi far menzione principalmente delle fonti di Làttari, Usolò, Nòrile, Cossu, Uchicànu, Sucunnirocco con crateri, che pajono argentei. Sono esse intorno al paese a non grandi distanze. Delle altre la più rimarchevole è la fonte dessos columbos a un’ora e mezzo dal paese, nel monte dello stesso nome, vicina ad un norache: il suo fondo pare sparso di particelle auree. Principia in questo territorio il fiume che divide le terre di Alà da quelle di Monti, e passa poi fra Oschèri e Berchìdda per andare a versarsi nel Coguìnas. Dicesi dess’Èlema, pianta notissima che trovasi tra Alà, e Berchideddu. Vi prende pure la sua origine l’altro detto Dessu Pìscamu, che passa tosto nel campo di Buddusò dirigendosi al Pattadese, il quale traversato entra nelle terre di Oschèri, dove si mescola col Coguìnas. Sono entrambi senza ponti, e formansi da una gran quantità di ruscelli. Vi si prendono anguille e trote.

Antichità. Veggonsi in vari siti da 10 norachi; i principali sono quel di Iniòni tra Alà e Buddusò, quel di Nuri verso i monti di Bitti, e anche quel di Beddùto, in ciascun dei quali trovansi tre stanze.

Condizioni del comune. Entra questo paese nel feudo di Montacuto appartenente ad un barone spagnuolo. Per le prestazioni feudali vedi Montacuto dipart. Per gli affari di giustizia ricorresi alla curia di Buddusò.

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre ad Alà Dei Sardi
Febbraio: Carnevale Alaese
19 Marzo: Festa di San Giuseppe di Badde Suelzu.
7 Maggio: San Giovanni di Sos Onorcolos. Celebrazione religiosa, pranzo per tutti a base di pecora bollita, canti e balli sardi
14 Maggio: SS Maria di Mazzinaiu. Celebrazione religiosa, pranzo per tutti, canti e balli sardi
19/20/21 Maggio: Rally Costa Smeralda. Prova valida per il campionato del mondo 20/21 Santa Rita. Celebrazione religiosa , gara ciclistica a livello regionale, gruppo in concerto
10/11 Giugno: Sant'Antonio. Celebrazione religiosa, sagra dei prodotti tipici alaesi, gruppo in concerto
24/25 Giugno: San Giovanni.
Luglio: Rassegna Tiu Baroreddu Manca. Rassegna Internazionale del Folk
Agosto: Rassegna Internazionale Mini Folk
26/27 Agosto: Santa Rosa. Celebrazione religiosa, giochi per ragazzi, commedia in limba sarda
27/28 Agosto: Santa Agostino (Festa del Patrono), Santa Messa celebrata dal vescovo, sagra dei prodotti tipici alaesi, caccia al tesoro, gruppi in concerto.
28/29 Agosto: San Sebastiano. Celebrazione religiosa , miglio per pace, balli e canti sardi
3/4/5 Ottobre: San Francesco. Santa Messa celebrata dal vescovo, Pranzo e cena per tutti, balli sardi, gruppo in concerto